Ricerche, report, White paper, Osservatori sull’Industria 4.0 in Italia e nel mondo

Selezione delle ricerche e dei documenti più importanti per approfondire la conoscenza del fenomeno Industry 4.0 sia sotto il profilo dell’offerta sia per avere una visione delle esigenze e degli atteggiamenti delle imprese

03 Lug 2018

Come si muovono le aziende nei confronti dell’Industria 4.0? Chi sceglie di avviare questi progetti e perché? E quali sono invece gli ostacoli che impediscono ad altre aziende di andare in questa direzione? Industry4Business intende mettere a disposizione una selezione di tutte le ricerche, i white paper, gli osservatori e la documentazione più significativa per poter comprendere il valore, le modalità e i tempi legati all’Industria 4.0 in Italia e nel mondo.
Per ogni ricerca Industry4Business presenta una sintesi, i dati di maggiore importanza relativamente alla lettua del fenomeno Industry 4.0 e una nostra chiave di lettura della ricerca. Troverete infine i riferimenti per poter accedere alla ricerca stessa o alle organizzazioni che l’hanno realizzata.

Industry4Business si impegna ad aggiornare costantemente questo servizio per renderlo, compatibilmente con le scelte e le valutazioni editoriali, il più completo ed esaustivo possibile.

Buona Lettura

Ricerca

Osservatori Digital Innovation: Smart Manufacturing in Italia – Stato dell’arte e stima di mercato

Testo

http://www.osservatori.net/it_it

McKinsey: Industry 4.0, come orientarsi nei processi e progetti di digitalizzazione del settore manifatturiero

Testo Il titolo originale della ricerca è Industry 4.0: How to navigate digitalization of the manufacturing sector

https://www.mckinsey.de/files/mck_industry_40_report.pdf

Roland Berger The Industrie 4.0 transition quantified

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Come la quarta rivoluzione industriale sta ridefinendo i modelli economi, industriali e sociali

https://www.rolandberger.com/publications/publication_pdf/roland_berger_industry_40_20160609.pdf

Industry 4.0 Europarlamento Directorate Generale for Internat Policies

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Lo studio è stato realizzato dal Dipartimento di Politica A dedicato alle tematiche economiche e scientifiche e analizza il fenomeno Industria 4.0 4.0 con particolare attenzione al tema della digitalizzazione dei processi produttivi basata sull’utilizzo di device e soluzioni Internet of Things che comunicano in modo autonomo ra loro lungo tutta la catena del valore. La ricerca considera il potenziale delle iniziative in corso e analizza l’impatto di questa trasformazione a livello di paradigmi di business. Lo studio definisce anche un piano di analisi relativo alla logica degli interventi pubblici e sottolinea le misure che devono essere adottate per aumentare le opportunità e diminuire i fattori di rischio dell’Industry 4.0 a livello europeo.

http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2016/570007/IPOL_STU(2016)570007_EN.pdf

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PwC Industry 4.0: Building the digital enterprise

La ricerca di PwC è stata realizzata a livello mondiale con oltre 2.000 partecipanti coinvolgendo nove grandi settori industriali in 26 paesi. Lo studio si è posto l’obiettivo di indagare i vantaggi della digitalizzazione a livello aziendale nella capacità di creare valore sia a livello di value chain orizzontali sia per quelle verticali. Un altro grande obiettivo è quello legato alla creazione, gestione ed evoluzione del portfolio prodotti e servizi. La ricerca ha fatto tesoro in particolare dell’esperienza dei First Movers per definire delle linee guida per attivare progetti di successo in ogni contesto produttivo.

https://www.pwc.com/gx/en/industries/industrial-manufacturing/publications/building-digital-enterprise.html

Pwc Industry 4.0 Italia

https://www.pwc.com/it/it/services/consulting/industry-40.html

Ricerca FEDERMECCANICA

Federmeccanica: Industria 4.0 in Italia, costruiamo insieme il futuro

La ricerca di Federmeccanica fa parte del progetto denominato “Costruiamo insieme il futuro” indirizzato alla diffusione dell’Industry 4.0 presso le imprese manifatturiere e nello specifico metalmeccaniche del nostro paese al fine di analizzare il loro posizionamento in merito alle dinamiche dell’Industria 4.0.

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DA SISTEMARE

L’indagine nasce su iniziativa della Task Force “Liberare l’ingegno” composta da rappresentanti del mondo associativo, accademico, imprenditoriale e della ricerca che Federmeccanica ha costituito con l’obiettivo di “accompagnare” le aziende manifatturiere in un percorso verso la digitalizzazione e la nuova “fabbrica intelligente”.

 

L’indagine considera 11 tecnologie e alcune skill individuate come abilitanti e qualificanti: Meccatronica; Robotica; Robotica collaborativa; Internet of Things (IoT); Big Data; Cloud computing; Sicurezza informatica; Stampa 3D; Sistemi di virtualizzazione e simulazione di prodotto; Nanotecnologie; Materiali intelligenti e analisi degli aspetti legati alle competenze manageriali.

L’analisi si basa su un campione di 527 imprese aderenti a Federmeccanica, che hanno risposto al questionario.

I principali risultati dell’indagine

Il 64% delle imprese campione (definite “adopters”) dichiara di avere adottato almeno una delle 11 tecnologie considerate; mentre il 36% (le “non-adopters”) dichiara di non averne adottata alcuna.

Rispetto al campione, gli adopters in media presentano le seguenti caratteristiche:

  • esportano una quota maggiore del proprio fatturato (44% contro 33%);
  • giudicano elevato il proprio livello di digitalizzazione (37% contro 14%);
  • hanno una quota più elevata di dipendenti laureati (19% contro 12%);
  • investono di più in R&D e formazione, hanno più contatti con Università ed enti di ricerca;
  • considerano più importanti per la propria competitività: la qualità, l’innovatività, la personalizzazione del prodotto e del servizio mentre giudicano il prezzo una variabile meno rilevante.

Gli adopters e le imprese che dichiarano alta digitalizzazione attribuiscono un’importanza significativamente maggiore al miglioramento della produttività, alla rapidità del time-to-market e all’utilizzo di sistemi virtuali per la progettazione e la prototipazione.

Tra le 11 tecnologie proposte, almeno il 50% degli intervistati dichiara di conoscere, in ordine decrescente di notorietà: la sicurezza informatica (93%), la robotica (85%), la meccatronica (76%), la stampa 3D (75%), il cloud computing (72%), la simulazione di processi e di prodotto (71%), IoT (55%).

Più un’azienda è digitalizzata, più cresce in percentuale il numero delle tecnologie effettivamente adottate.

Le tecnologie sulle quali si concentrano maggiormente le intenzioni di investimento a breve termine (sull’orizzonte di 1 anno) sono: la sicurezza informatica (45%), la simulazione di processi e di prodotto (26%), il cloud computing (21%) e la robotica (20%).

Il ritardo delle imprese italiane sul tema “Industry 4.0” resta significativo, soprattutto perché le intenzioni di investimento nei prossimi anni sono mediamente basse, in particolare tra i non-adopters. In assenza di azioni correttive il divario tra le imprese più avanzate e quelle più arretrate è destinato quindi ad accentuarsi.

Se i temi dell’Industria 4.0 hanno effettivamente cominciato a diffondersi presso il tessuto manifatturiero italiano, tale processo è ancora in una fase iniziale e necessita di una maggiore e più profonda conoscenza delle tecnologie abilitanti.

Tra le possibili azioni da adottare, le imprese indicano come prioritaria l’informazione circa gli strumenti finanziari a supporto degli investimenti, l’aggiornamento e la sensibilizzazione degli imprenditori e lo sviluppo di una campagna di comunicazione che individui aziende campione e diffonda buone pratiche.

Occorre un’azione diversificata: le imprese che hanno già intrapreso il percorso dell’innovazione devono percepire meglio l’esistenza della diretta connessione tra le tecnologie e le competenze adottate e le logiche economiche che possono permettere loro di sviluppare nuovi modelli di business. Allo stesso tempo è necessario aiutare i non-adopters a vincere lo scetticismo spiegando che si può adottare un approccio graduale all’introduzione di queste tecnologie: “iniziare in piccolo già da domani ma, pensando in grande”.

 

La pressione internazionale (e gli agguerriti competitors) rende però obbligata, nel medio periodo, una reale discontinuità (tecnologica, di competenze ed organizzativa). Sì quindi ad un approccio graduale (per non lasciare indietro una fetta troppo ampia di aziende) ma nell’ambito di un programma più ampio e di una visione complessiva di politica industriale indispensabile per il Paese.

«Industry 4.0dichiara Fabio Storchi, Presidente Federmeccanicaè più di una sfida, è “una rivoluzione industriale” in atto (anche se noi preferiamo parlare di evoluzione) a cui dobbiamo partecipare da protagonisti, per consentire alle imprese di intercettare il cambiamento e di non restare esclusi dalle traiettorie competitive dell’industria globale. In questo scenario – in cui la Fabbrica Intelligente non è un fattore meramente congiunturale bensì strutturale – il ruolo di Federmeccanica è quello di agire come “nodo intelligente”, promuovere e diffondere la cultura dell’innovazione, come indispensabile driver di competitività e crescita dell’Industria italiana. L’economia della conoscenza e la digitalizzazione ormai permeano ogni fase del processo produttivo, rendono interconnesso l’intero ciclo e ridefiniscono le catene del valore e i modelli di business. È di cruciale importanza che le imprese siano consapevoli di questa ineluttabile trasformazione e agiscano per volgerla a proprio favore, per trasformare le minacce in opportunità di crescita e sviluppo. A questo scopo Federmeccanica ha costituito la Task Force “Liberare l’ingegno” che si è posta l’obiettivo di “censire” a livello nazionale le applicazioni pratiche sviluppate dalle imprese associate, con la finalità di metterle a fattore comune, a beneficio di tutti: aziende interessate, parti sociali, lavoratori e attori istituzionali».

«Industry 4.0 – conclude il Presidente Storchi – avrà un riflesso significativo anche sul capitale umano e sulle professionalità necessarie a sostenere i nuovi modelli di produzione e del lavoro. L’investimento sulla tecnologia non è infatti sufficiente da solo. L’innovazione dei sistemi produttivi passa soprattutto dalle persone e dalle loro competenze. Questa è la vera “infrastruttura” portante del cambiamento, il fattore distintivo e competitivo. Sono pertanto necessari investimenti formativi qualificati ed é indispensabile che questi si sviluppino anche all’interno dei luoghi di lavoro, in continua connessione con le scuole, le Università e i centri di ricerca».

http://www.federmeccanica.it/images/eventi/Industria40-in-Italia-indagine-di-federmeccanica.pdf

http://www.federmeccanica.it/images/eventi/industria40-evento-settembre-presentazione.pdf

Ricerca Assofluid

http://www.assofluid.it/pubblicazioni/circolari/circolare-n-5815-survey-industria-40

Ricerca DedaGroup

http://www.slideshare.net/dedagroup/industry-40-risultati-survey

RICERCA Cefriel

http://www.cefriel.com/it/survey-industry-4-0/

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